Zenisator
Collaborazioni e creazioni siti Web

15 November 2018

Hosting da cui partire…
 
 

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Entro il 2 Giugno 2015, la stragrande maggioranza dei siti web, dovrà far sì che all’accesso  (in ogni pagina del sito) appaia un’informativa che avvisi l’utente, circa l’utilizzo dei cookie. L’informativa breve, dovrà reinviare ad un’informativa estesa, in cui la faccenda viene spiegata in dettaglio. In caso di non ottemperanza, il proprietario del sito, rischierà di pagare una multa che va da 6.000 a 36.000 Euro, e fino a 120.000 Euro in alcuni casi specifici.

Fonte: http://www.garanteprivacy.it

 

Questo in sintesi. Ma la cosa è molto, molto problematica,  per le seguenti ragioni:
1 – La direttiva è europea (cd. Cookie law), ma ogni Paese membro, l’ha recepita in modo diverso.
2 – L’Italia, è uno dei Paesi che l’ha recepita in modo, molto discutibile, creando molta confusione, incertezza, varie ipotesi interpretative, ma senza una vera e attuabile interpretazione autentica. Il link sopra indicato, è infatti solo una delle fonti normative, che appaiono confuse e in contrasto tra loro.
3 – Quale che sia la normativa, la sua interpretazione più rigida, appare inattuabile sul piano tecnico, salvo l’affrontare costi proibitivi per chiunque (a meno che non si abbiano le risorse economiche di una grande azienda internazionale in attivo).
4 – La parte più problematica della legge, sul piano tecnico, nella sua interpretazione più rigida, è quella relativa al blocco preventivo dei cookie di terze parti e di profilazione propri e di terze parti, che dovrebbero scaricarsi solo dopo che l’utente ha espresso il consenso. Per capirci, richiedere questo, è come chiedere ai passanti di un Corso di una grande città, il permesso per poter esporre le proprie insegne e vetrine: se il venditore espone insegne e vetrine, senza il preventivo consenso del passante, diventa passibile di multa. Altrimenti detto: follia totale.

 

Considerazioni
Allo stato attuale, non si riescono a trovare script, che possano ottemperare all’interpretazione più rigida della Legge. Così è alla data in cui si scrive (21 Maggio 2015). Google ha proposto uno script, che informa nel modo più chiaro ed esplicito possibile l’utenza. E la maggioranza degli operatori web, si sta indirizzando in quella direzione.
Zenisator, propone questa specifica informativa basata sullo script rilasciato da Google, salvo che non si riesca ad individuare uno script più efficace. Devono fare particolare attenzione, i siti che utilizzano: Google Adsense, la condivisione automatica o manuale sui Social Network (Google +, Twitter, Facebook, ecc.), Youtube, ecc.
Si ricorda, che la responsabilità è sempre ed esclusivamente del proprietario del sito, salvo che non sia espressamente e diversamente disposto.

Si consiglia di effettuare una ricerca su Google, per rendersi conto di cosa sta accadendo, usando le seguenti chiavi di ricerca: cookie law 2015 italia.

 

È stata rilasciata la versione 37 (37.0.2062.94 m – 37.0.2062.102 m) di Google Chrome. Questa versione, include il supporto DirectWrite per migliorare il rendering dei font. All’atto pratico però, questo miglioramento, crea, come effetto collaterale un problema analogo a quello nato in passato per Firefox 22. Ovvero, finché le impostazioni di sistema relative allo schermo, ovvero le dimensioni dei caratteri, le dimensioni del testo del sistema, sono impostate sul 100%, non dovrebbero esserci problemi. Ma se per caso, avevamo deciso di modificare le dimensioni dei caratteri di sistema portandole al 125%, al 135% o al 150%, allora con Chrome 37, la corretta visualizzazione dei siti web (creati in modo corretto), va a farsi benedire. Appaiono barre di scorrimento, anche in siti web perfettamente allineati e centrati; caratteri abnormi e sproporzionati con altre anomalie. Ed è proprio un problema di Chrome 37.

Il problema si pone con le risoluzioni basse e medie; verosimilmente, con le risoluzioni alte, dovrebbe risultare tutto ok.

L’anomalia, è comunque facilmente risolvibile modificando la configurazione di Google Chrome, come segue:

– Andare su Impostazioni
– Mostra impostazioni avanzate
– Contenuti web>Dimensione dei caratteri>Grandi oppure Molto grandi
– Zoom delle pagine>75%
– Personalizza caratteri>Dimensione minima dei caratteri>10

E Chrome dovrebbe riprendere a funzionare correttamente, in riferimento ai caratteri e agli allineamenti. Se così non fosse, si dovranno effettuare diverse prove, sulla falsariga di quanto sopra indicato, modificando leggermente i parametri, finché non viene trovato l’assetto ottimale.

 

È stata rilasciata la versione 22.0 di Mozilla Firefox.
Questa versione presenta una novità: su windows, vengono eseguite le opzioni di scala dei caratteri, per rendere il testo meglio leggibile nelle più alte risoluzioni. Bene. Finché le impostazioni di sistema relative allo schermo, ovvero le dimensioni dei caratteri, le dimensioni del testo del sistema, sono impostate sul 100%, va tutto bene. Ma se per caso, avevamo deciso di modificare le dimensioni dei caratteri di sistema portandole al 125%, al 135% o al 150%, allora con Firefox 22, la corretta visualizzazione dei siti web, va a farsi benedire. Appaiono barre di scorrimento, anche in siti web perfettamente allineati e centrati; caratteri abnormi e sproporzionati, e altre anomalie. Ed è proprio un problema di Firefox 22; effettuando infatti un downgrade alla versione 21, il problema non esiste più. Né esiste con gli altri grandi browser, anche aggiornati, quali Internet Explorer 10 o Chrome 27. Pertanto è bene in questa fase, diffidare dalla visualizzazione dei siti web, effettuata con la versione 22 di Firefox: è una visualizzazione potenzialmente non attendibile.

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I più recenti orientamenti SEO del 2013, pongono l’accento tra le altre cose verso l’ottimizzazione per i dispositivi mobili, la versione mobile del sito; e il collegamento con i Social network, c.d. Social SEO.

Un sito, può essere già compatibile con i dispositivi mobili (in particolare con quelli di ultima generazione) se nel costruirlo, si è utilizzato un codice evoluto, si è evitato il ricorso a Flash (non compatibile con diversi dispositivi mobili) si è curato il peso delle immagini, si è avuta l’accortezza di aggiornare i codici video utilizzando quelli basati sull’HTML5, generalmente compatibile con i dispositivi mobili, si è curata l’impaginazione in un certo modo. Se si ha questa accortezza, specie impostando tutto sull’HTML5, il sito se non è ottimizzato, è certamente compatibile con i citati dispositivi. Il ricorso a un template grafico di tipo responsive (adattabile automaticamente a tutte le risoluzioni) ha un peso rilevante. In alternativa, sarà necessario o utile, creare una versione mobile del sito.

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Google Penguin, ovvero Google Pinguino, è il nuovo algoritmo di Google rilasciato nel 2012. Lo scopo è sempre quello di penalizzare i siti impostati su criteri scorretti a vantaggio di quelli impostati su criteri corretti. Con Google Pinguino, saranno penalizzati i siti sovraottimizzati, iperottimizzati. Cosa si intende esattamente? Siti in cui è presente un numero eccessivo di keyword (magari non attinenti all’articolo, per scegliere termini più popolari, ma non in tema con la questione trattata); siti stranamente troppo linkati, in modo verosimilmente forzoso. Testi nascosti, descrizioni ridondanti. In breve, tutto quello che è finalizzato a spingere l’indicizzazione. Google ricerca la spontaneità. Vuole che l’utente, spontaneamente, data la qualità e l’originalità dell’articolo, lo segnali altrove. E questo avviene molto, molto raramente. Il Pinguino in realtà, è la conclusione di un processo iniziato da tempo.

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